Il portavoce non è un propagandista, non è un tecnico della comunicazione e nemmeno un semplice interprete della volontà del leader.
È, o dovrebbe essere, innanzitutto un giornalista.
Una figura capace di comprendere il funzionamento dell'informazione, di riconoscere il valore delle notizie, di distinguere i fatti dalle opinioni e di costruire relazioni credibili con il sistema dei media.
In un tempo dominato dalla velocità dei social network, dalla personalizzazione della politica e dall'intelligenza artificiale, il rapporto tra potere e cittadini passa sempre più attraverso chi traduce decisioni complesse in linguaggio comprensibile.
E il portavoce diventa una figura decisiva, un professionista chiamato a garantire trasparenza, coerenza e responsabilità, senza rinunciare ai principi deontologici che appartengono alla cultura giornalistica.
Attraverso esperienze dirette, casi di studio e riferimenti teorici, il volume esplora il ruolo del portavoce e dello spin doctor nelle democrazie contemporanee, restituendo dignità a un mestiere spesso invisibile ma centrale nel funzionamento delle istituzioni e nell'ecosistema dell'informazione.