Charles-Louis de Secondat, barone di Montesquieu, e stato molto piu del teorico della separazione dei poteri che i manuali ci hanno consegnato. Magistrato, viaggiatore instancabile e pensatore tra i piu originali dell'Illuminismo, fu l'uomo di due capolavori pubblici: le dissacranti Lettere persiane e il monumentale Spirito delle leggi, che consegno alla modernita l'architettura stessa della democrazia liberale. Ma accanto al Montesquieu pubblico, esistette un altro Montesquieu: piu intimo, piu frammentario, forse piu vero. Fin dalla giovinezza annoto meticolosamente quaderno dopo quaderno: riflessioni morali, schemi di opere mai compiute, pensieri staccati che non trovarono spazio nelle opere a stampa. Alla sua morte, nel 1755, tre grossi quaderni passarono al figlio con un titolo rivelatore: "e;Pensieri che non ho messo nei miei lavori"e;. Questi fogli ci restituiscono il Montesquieu che riflette sulle miserie e gli splendori della condizione umana, che cerca nelle pieghe della storia e della natura le possibili vie d'uscita ai dilemmi che ci assillano. Emerge il suo straordinario acume nel suggerire, al di la di ogni sistema, la virtu della moderazione come antidoto agli eccessi del potere. Leggere questi pensieri significa entrare nel laboratorio segreto del filosofo: assistere al momento in cui l'osservazione si trasforma in idea, lo sguardo sul mondo in filosofia. E il volto piu autentico di un uomo che cerco di comprendere la varieta del reale per offrire all'umanita gli strumenti della propria liberta. Traduzione di Leone Ginzburg.