Gli autori ricostruiscono la intensa giurisprudenza "creativa"
che negli ultimi anni ha ripetutamente trasformato la antropologia
naturale secondo l'obiettivo di costruire un "uomo
nuovo" per tecniche di nascita, per percezione soggettiva e
volubile del genere di appartenenza, per instabilità delle
relazioni affettive, per autodeterminazione assoluta dei modi
di vivere e di morire.
La giustizia deve applicare e non creare la legge. A maggior
ragione quando si tratta dell'umano, il primato del parlamento
si impone per la necessità del consenso popolare agli
atti che opinabilmente riguardano la vita in ogni sua circostanza.
Si è così prodotto un originale conflitto tra un preteso
sovranismo giudiziario e la democrazia rappresentativa, che
deve essere risolto ripristinando i principi dell'equilibrio tra i
poteri contenuto nella Carta costituzionale.
Questa pubblicazione è stata consentita dall'impegno di oltre
cento associazioni riunite nel network "Ditelo Sui Tetti", da
anni impegnate a promuovere la antropologia cristiana.